Pillole d'Arte

 
 
Home  |  Chiudi  

 
(Fonte : Albo artistico napoletano - 1853)

ELIEZERO E REBECCA

Gruppo in marmo di Tommaso Solari


Questo gruppo, d’una grazia e semplicità che ricordano i bei tempi dell'arte, rappresenta una scena primitiva del genere umano. L'ospitalità orientale, gl'innocenti costumi dei Patriarchi, ed i bisogni più imperiosi della vita derivanti da un clima cocente, e da un suolo, qual’è quello della Mesopotamia, arido e deserto, ove un sorso d'acqua che ti è concesso è un vero benefizio, si riassumono in questo caro ed interessante argomento. Quindi non è meraviglia se illustri Dipintori lo hanno preso a trattare nelle loro più classiche composizioni. Il Pussino ed il Murillo ne ottennero sugli altri la palma. Però il signor Solari è il primo scultore, che abbia ardito emularli. Il suo bel lavoro, tutto spirante affetto , verità, e pudore sembra ispirato dalla Genesi stessa.

Eliezero arrivato sulla sera vicino ad un pozzo, che stava fuori d'una città, vi si fermò, siccome in luogo assai opportuno al suo disegno. E per riuscire al suo intento, si rivolse supplichevole al Signore, e pregò: «0 Eterno Iddio di Abramo mio padrone, assistetemi in questo giorno. Io mi seggo presso di questa sorgente, ove le figliuole della città vicina verranno ad attingere l'acqua. La fanciulla, a cui mi rivolgerò, dicendo: porgimi il tuo secchio, e dammi da bere; ed essa mi risponderà: bevi, anzi darò ancora da bere ai tuoi cammelli, sia la sposa che avete scelta per Isacco vostro servo; e cosi io saprò, che siete stato propizio al mio padrone.» Appena aveva Eliezero finito di pregare, che vide comparire una donzella, che portando sull'omero una brocca, se ne veniva alla fontana. Questa giovine era assai bella. Poiché ebbe ripieno d'acqua quel vase, se ne tornava alla sua magione. Allora Eliezero corse ad incontrarla, e le disse: dammi in grazia un po' d'acqua da bere. Ed essa rispose : bevi pure, signor mio; e discesa la brocca sul braccio, gli offri da bere. Dopo che quegli ebbe bevuto, soggiunse la giovinetta : — io darò eziandio da bere ai tuoi cammelli..... Eliezero tirò fuori due orecchini d'oro del peso di due sicli, e due smaniglie del peso di dieci sicli , e glieli donò; poi domandolle di chi fosse figliuola. Ed ella gli rispose — : io sono Rebecca figlia di Batuele figliuolo di Melca e di Nacor fratello di Abramo.

Le due figure del signor Solari sono perfettamente modellate. Rebecca, salita su di un gradino, attira dolcemente lo sguardo, e domina la composizione. Il suo atteggiamento è modesto, naturale, e tranquillo. Eliezero, attonito e riconoscente si appoggia, mentre beve, sul suo bastone da viaggio, e nasconde nella mano dritta il prezioso presente, che vuole offrire in nome del suo signore alla giovane e meravigliosa straniera. Le loro vesti sono bene intese; il partito de' panneggi e delle pieghe grazioso e sorprendente. L' acconciatura del capo dell'uomo offre l'idea d'un turbante nella sua primitiva origine, semplice ed elegantemente negletta. La bella testa della giovanetta è ornata delle trecce della sua lunga capellatura alternate da leggiere bende, che le danno un carattere affatto nuovo ed orientale. Nulla è infine trascurato, fino ai più piccoli accessori. La bocca del pozzo ornata convenientemente, ed un'idria di forme antiche indicano il sito ove avvenne quell'interessante episodio, ed aggiungono forza e sostegno alla svelta figura della vergine ebrea.



Carlo Bonucci