Giuseppe Amisani


Mede Lomellina, 07/12/1881 - Portofino, 08/09/1941

Giuseppe Amisani nasce a Mede il 7 dicembre 1879 da Giovanni Amisani, tabaccaio, e Marianna Gorea. Tra il 1895 e il 1899 va a Milano, è messo a pensione dai Bialetti (lo scultore Felice ha 10 anni più di lui). Durante i primi mesi di soggioprno nella capitale lombarda, segue i corsi di Tallone attraverso una finestra, arrampicandosi su un'impalcatura di muratori. Negli anni seguenti segue regolarmente i corsi di Brera dove ha per maestri Bignami e Tallone. I mezzi disponibili sono molto scarsi, più volte fu costretto a rubare la candelina ad una Madonna posta in un'edicola vicino a casa per poter studiare ed esercitarsi di notte. Nel 1900 dipinge la "Cleopatra Lussuriosa", il primo quadro che fa parlare di lui. Torna a Mede dove si compie l'evoluzione della sua arte. Affresca tra l'altro le chiese della Trinità del suo paese e della Confraternita a Candia Lomellina. Esegue ottimi ritratti quali: "Lo zio", "Il Sig. Inglese", "Il Sig. Candia" e "l'Eroe", il primo vero ritratto che ci dà la personalità di Amisani. Nel 1908 vince il premio MILIUS con "l'Eroe". Si reca a Parigi dove conosce i maggiori pittori del suo tempo e dipinge fra l'altro una "DANZA DI APACHES". Nel 1912 vince il premio FUMAGALLI con il ritratto di Ljda Borelli, l'ispiratrice dell'Amisani (l'opera acquistata dal museo di San Paolo si trova ora alla Collezione Cini di Venezia). Con questo ritratto il pittore ha tramandato con grande maestria quel periodo di esaltazione rappresentato dallo stile Liberty facendo rivivere il trasporto destato dall'estetismo dannunziano. Tra il 1912 e 1913 si reca due volte in America del Sud dove riscuote un travolgente successo . A San Paolo la sua prima personale conta ben 104 quadri. Con il ritratto del Presidente dello Stato di San Paolo del Brasile, Rodriguez, Alvez, con quelli dei ministri, e di molte signore della migliore società diviene il pittore più ricercato. Tra il 1914 e 1924 continua in modo particolare lo studio della figura femminile. Esegue opere rimaste famose quali "S. Teresa", "la Vestaglia giapponese", "le Telette", i ritratti di Carducci, Mario Sammarco, il Poeta De Stefani, il Gen. Gatti, l'attrice Camagni, il Gen. Cadorna, la Principessa di Osteheim, Maria Melato, il Principe ereditario Umberto, la Principessa Maria, Papa Benedetto XV... Nel 1924, chiamato dal re Faud d'Egitto decora il Palazzo di Ras-El-Tin. Studia le luci, le controluci e le ombre dell'Egitto, del Cairo, dell'Algeria, del Marocco. le sue opere di quel periodo affermano l'essenzialità della sua visione impressionistica. La sua umanità si abbevera nel clima africano traendone immagini pittoriche da incomparabile bellezza. Nel 1926 invitato dal Governatore di Rodi illistra con particolare raffinatezza coloristica le luci dell'Egeo. Tiene studio anche a Londra (sino al 1936) dove il ritratto determina la sua fama e radica la sua fortuna. Si reca in Olanda (1930) e in Spagna (1934) dove esegue opere degne di attenzione. I suoi paesaggi decretano il trionfo della  sintesi. Disegni ottenuti con lo stesso colore, la velatura sostituita dal colpo di spatola ardito e spontaneo   supplisce il pennello con una tecnica tutta sua fatta di luci, di ombre, di grigi, dotata di una realtà sorprendente. Vanno ricordati in questo periodo i ritratti di Lord e Lady Chamberlain, l'attore Warkfield, il suo autoritratto (ora agli Uffizi), Marco Praga (al Museo della Scala), il ritratto della Sig. Katia (al Pitti), quelli di nobili, di persone di alto rango, di principi e principesse. Era chiamato il "Pittore dei principi e dei re" ma non fu mai un pittore di corte. Non permise mai che la sua arte fosse mercanteggiata. Lavora fino all'ultimo. Muore a Portofino nel 1941 colpito da infarto durante una passeggiata con Salvator Gotta.


www.centroamisani.it