Pillole d'Arte

 
   

 
(Fonte : Opere di scultura e di plastica di Antonio Canova - 1821)

DEDALO ED ICARO

Gruppo in marmo


Tremò nell'atto

La man paterna, e un improvviso pianto

scese innondando le senili gote.

Così l'immaginoso Cantor di Sulmona ci dipinge Dedalo, quell'industre Ateniese, che acciecato da rea invidia pel suo nipote Perdicca, avendolo ucciso, fu dal Senato d'Atene cacciato in bando. Dedalo rifuggì in Creta, ove quel Re amollo di sì crudo amore, che gli vietò di uscir più dal suo Regno. Il fatal decreto eccitò quel forte ingegno, a cui erano tolte tutte le vie usitate d'uscire, a tentare la via inusitata dell'aria, applicando a se stesso, ed al figlio suo a somiglianza de' volatili uccelli forti penne sul tergo. Nell'atto appunto di assettare ad Icaro le piume ce lo rappresenta l'immorlale Scultore di Possagno. Mentre il padre appoggia l'ala al destro lato del figlio, inclinasi alquanto per innanzi alla sinistra di lui, ad osservare se quel punto sia bene scelto, se ivi debba veramente attaccarla . L'attenzione la più scrupolosa, l'inquietudine la più viva; il più tristo presentimento gli si dipingono a gara sul volto; e fors'anche in quel momento, importuna memoria del passato delitto, risvegliando il suo rimorso, accresce l'angoscia sua.

Grida in noi sempre una colpevole coscienza, e viepiù allora col terribile suo grido ci atterrisce, quando si tratti di commettere noi stessi, o chi più di noi stessi ci è caro, ad incerto, e pericoloso destino. Il giovinetto Icaro intanto, lieto dell'inusitato viaggio, che sta per intraprendere, rivolge verso la propria spalla la testa, e guardando con fanciullesco sorriso il lavoro del padre, e nulla curando i saggi avvisi di lui, dimostra tutta l'impazienza di vederlo compiuto.

Un piedino, egli tiene alquanto sollevato da terra , come se già già l'ali lo innalzassero, c'insegna quanto il vivo desiderio dell'attimo si spanda soipra tutte le nostre membra, e di sè stesso fortemente le investa. Dedalo é grave della persona sua sopra la terra, come quello, che ha gravato l'animo da cordoglio. Questo gruppo, non ispoglio certamente di molto merito, ma oscurato poscia dal fulgido lume de'suoi successivi fratelli, e queste ali medesime, tuttochè mal'atte a sostenere l'imprudente figlio di Dedalo, parvero pure un felice presagio accorto Senato di Venezia. Da questo medesimo lavoro egli riconobbe, che la bella Fama di Canova vestirebbe sul Tebro penne più ferme, ed a più eccelso, e sicuro volo destinate; ed a Roma con lieto, e fortunatissimo augurio inviollo.