Giuseppe Casciaro


Ortelle (Le), 09/03/1863 - Napoli, 25/10/1841 

Trasse rapido profitto dagli insegnamenti di Emilio Stasi; iscrittosi più tardi all'Istituto di Belle Arti di Napoli, si perfezionò studiando il vero e si dedicò al paesaggio, nel quale ha ottenuto una signorilità di tocco ed una armonia delicatissima coi pastelli che usa di preferenza e coi qua li ha acquistato una personalità vivace, caratteristica.
Attivo e instancabile, ha prodotto con una fecondità inesauribile una grandissima quantità di opere anche di rispettabili dimensioni, che non è possibile enumerare.

Ha partecipato alle principali esposizioni italiane e straniere, dove ha sempre avuto la conferma dei suoi successi. Lavori principali: "I Camaldoli", premiata con medaglia d'argento all'Esposizione di Palermo nel 1891 e 1892 e donato al Museo Civico di Lecce; "Sei paesaggi napoletani", esposti, nel 1892 a Torino ed acquistati da Umberto Pasini, "Dal Vomero", esposto a Roma nel 1893 e premiato con medaglia d'argento; "Dintorni di Napoli" (sei pastelli), esposti a Parigi nel 1893 ed acquistati dal signor Camillo Grault; "Paesaggio napoletano", esposto a Milano nel 1894 e donato al Museo Civico di Lecce; "Il Tevere" e "Il Vesuvio", esposti a Venezia nel 1895 ed acquistati dal Re; "Il Castello dell'Ovo", esposto a Monaco nel 1895 ed acquistato dal pittore De Bramard; "Una via di campagna" premiato con medaglia d'oro a Digione nel 1898; "Nel Regio Parco di Capodimonte", acquistato dal Re di Grecia all'esposizione di Atene nel 1903; "Marina di Napoli", premiato con medaglia d'oro ad Atene nel 1903; "Contrasti", premiato con menzione onorevole all'Esposizione di Madrid nel 1904 ed acquistato da quel Museo d'Arte; "Nel verde", acquistato dal Governo francese all'Esposizione di Parigi nel 1906; "La casa bianca", acquistato dal Museo Nazionale argentino all'Esposizione di Buenos Aires.
Due paesaggi sono nella Galleria d'Arte Moderna di Roma. Ha insegnato pittura a Elena di Savoia.

(A. M. Comanducci)