Eugenio Pellini


Marchirolo (Va), 17/11/1864 - Milano, 28/05/1934

Eugenio Pellini, nato nel 1864 in una delle dolci vallate del Varesotto, portò nell'arte le più pure caratteristiche della sua terra: paese di agricoltori e costruttori, ove l'aria è limpida e i cuori rudi e leali. La sua arte ne trasse quella solidità sobria che è lontana così dall'accademismo frigido come dall'avanguardismo snobistico e in cui la sana poesia del sentimento e un'umanità accorata ma scevra di metafisicherie, attingono forza dalla semplicità.

Sceso giovinetto a Milano, non tardò pur attraverso a mille stenti, a rivelarsi con una produzione che, prevalentemente, s'ispirò al più delicato e al più forte dei sentimenti: la maternità. Se fa una Madre che, a lui giovanissimo fece avere il premio Tantardini, e procurò la prima notorietà, a quel tema, approfondito in aspetti sempre nuovi e intimamente sentiti, egli diede altre opere ammirate: Sorrisi, La pietà, L'Idolo, la Gioia nel dolore...

Come era naturale, anche l'infanzia, altra faccia dello stesso affetto, fece vibrare l'anima del Pellini. Quell'amore che egli ricercò nelle sue madri, quasi si trasfonde in lui ed anima la sua osservazione vigile, la sua penetrazione, la versatilità e l'affettuosità delicata dell'esecuzione quando egli ritrae il fanciullo nei cento atteggiamenti della sua vita: dalla grazia quasi ornamentale del nudino Conquista, o un po' leziosa di Bimba che lancia il cerchio, al verismo di Cesto d'uva, alla melanconia già pensosa di Capriccio, di Pagine d'album e di tante altre sue testine stupefatte o sorridenti.

Questa stessa ricchezza di sentimento, che non è mai sentimentalità o declamazione, il Pellini trasfuse nell'arte funebre, a cominciare dal suo famoso Gethsemane, la sua prima opera di lena (1891), ove, in una sola figura ritta ed assorta di Cristo, il chiuso dolore ha una delle sue espressioni più schiettamente ed intensamente umane. Traboccante di realistico dolore è il monumento Pranzetti (cimitero di Milano) ed altre opere sepolcrali mirabili sono, tra le molte: Rose, Angelo del dolore, Le due sorelle, ecc.

(Fiorentina Primaverile - 1922)